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Mamme e Lavoro
Un recente sondaggio del web rivolto alle
mamme, alla domanda le è mai capitato di
pensare beati i tempi in cui le mamme
restavano a casa a curare i figli?
Hanno risposto così: 54% Si ; 46% No.
Hai mai scelto di rinviare una maternità?
86% No; 14% Si.
Se si, per quale motivo?
52% per paura di non riuscire a conciliare figli e
lavoro; 20% per paura di perdere il lavoro; 5% per
paura di non fare carriera; 23% altro
Il mondo del lavoro discrimina le donne con
i figli?
63% Si; 37% No.
Se ha risposto si, secondo lei perché
succede?
76% perché sul lavoro non basta essere brave !

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“E il rientro dalla maternità può essere oggetto di ulteriore penalizzazione: si può infatti rientrare e non trovare più il proprio ruolo così com’era concepito in precedenza, si può rientrare e vedersi demansionate, così come si può rientrare e trovare delle limitazioni a un percorso di sviluppo avviato. Questa situazione è poi confermata dall’elevato numero di dimissioni da parte delle neomamme”.

“Non abbiamo un welfare che supporti maternità e genitorialità, né adeguate politiche di armonizzazione tempi di vita-lavoro. Manca anche una sensibilità culturale in grado di valorizzare le nuove competenze (ad esempio empatia, ascolto e capacità di organizzazione) potenzialmente indotte dalla maternità. Competenze che, in ottica di trasversalità, possono essere utilizzate con efficacia in una fase di riposizionamento professionale”.

Bisogna essere in grado di affrontare il cambiamento suggerito dal mercato – comprese le tipologie di forme di collaborazione che propone – acquisendo ad esempio capacità quali il saper ricominciare, l’ascolto attivo, l’intelligenza emotiva, la capacità di adattarsi flessibilmente, e dotandosi di competenze tecnologico-digitali“.

“Una situazione che unisce individui, madri e non, e organizzazioni. Piuttosto che il metodo, a caratterizzare la situazione delle mamme saranno i tempi di applicazione e le necessità. Occorrerà infatti individuare il proprio progetto di vita legato alla sfera professionale tramite l’analisi di competenze e potenzialità e, al contempo, accompagnarlo a un’indagine di valori, bisogni e desideri“.

“I primi momenti della maternità, ma non solo – con la fase di cambiamento che porta con sé – potrebbero fotografare ulteriori necessità, una diversa scala di valori e priorità, desideri differenti. Ognuno dei quali deve essere indagato prima di individuare con chiarezza progetti e obiettivi. Bisognerà inoltre acquisire le tecniche di base utili a raccontare e sostenere quel progetto secondo quattro declinazioni della comunicazione:

 

  • scritta, con curriculum vitae e lettera di accompagnamento;
  • orale, nella gestione di colloqui di selezione e networking;
  • digitale, con particolare attenzione a LinkedIn;
  • di personal branding, ovvero la costruzione e divulgazione del proprio marchio professionale.

 

Fondamentale sarà inoltre la capacità di creare relazioni di valore, allontanandosi dalle criticità rappresentate dal potenziale isolamento suggerito dalla maternità”.