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Lo so, non sei diventato un parrucchiere un barber o una estetista per vendere prodotti ? Ogni volta che incontro uno di voi nei miei seminari in giro per l’Italia, emerge sempre la vostra “anima” creativa. Lo stilista del capello o della pelle che è in voi.

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Ma diciamocelo fuori dai denti: se vuoi aumentare la redditività del tuo salone, sarà opportuno che tu impari a vendere anche i prodotti. Ed anche in fretta.

Del resto la vendita dei prodotti in salone, otre ad alzare la fiche media, ti porta più soldi in cassa e, soprattutto ti aiuta a fidelizzare i clienti.

Ecco il punto: il tuo cliente apprezza la tua esperienza e viene da te per i tuoi consigli. Per la tua abilità nel tagliare.

Ciò include suggerimenti sui prodotti al dettaglio. Molti parrucchieri ti diranno senza tanti giri di parole che se non stai spiegando quali prodotti usi per modellare (e se non stai vendendo quei prodotti ai tuoi clienti), non stai totalmente facendo il tuo lavoro.

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Partiamo subito con un presupposto importante: la vendita dei prodotti all’interno del tuo salone, non inizia con la consulenza (come molti parrucchieri ed estetiste pensano), ma inizia con ciò che le tue clienti vedono quando passano la porta del salone o del centro estetico. 

Mega display pieni di prodotti, o comunque, ingombranti. Ceste e cestini vari a mo di bazar. Spesso gli stessi prodotti con un dito di polvere o polvere sulle mensole dove vengono ospitati. Tutto questo rende evidente che no hai un grande interesse alla tua linea di prodotti o l’aspetto.

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Tenere pulite le mensole, dovrebbe (uso il condizionale) essere una cosa del tutto normale in qualsiasi salone. Ma, purtroppo, non è sempre così. Io stesso in alcuni saloni di parrucchieri e barber ho trovato prodotti accatastati e un “ditino” di polvere sulle varie mensole.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che l’esposizione dei prodotti è importantissima.

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Suggerisco di andare in giro per i negozi e le boutique di fascia alta e di osservare come “loro” espongono i prodotti per la vendita.

Da quel tipo di osservazione puoi imparare come creare il tuo angolo di vendita in salone. Come esporre sulle mensole i prodotti. Come aggregarli per forma e colore. Insomma, osservando quello che fanno gli altri, puoi prendere molti spunti.

E se la merce non si muove (ovvero, non ruota, non viene venduta), spostala all’interno del salone. Cambia zona, cerca una posizione diversa e migliore. Fai come fanno i grandi magazzini o i grandi supermercati che cambiano spostano, ruotano continuamente la merce all’interno del magazzino stesso.

Così ti fanno notare prodotti che sino a ieri non avevi mai visto. Semplicemente, cambiando loro posizione. Fallo anche tu: sposta i prodotti all’interno del tuo salone sino a ché non trovi l’angolo giusto. Quello che ti fa vendere di più i prodotti.

I parrucchieri le estetiste e i barber devono tornare a fare quello che facevano una volta, quando hanno aperto il loro salone e offrivano subito consulenza.

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Te lo ricordi che cosa facevi?

Sai già che la tua consulenza è la chiave per completare un servizio che renderà felice il tuo cliente. Uomo o donna che sia.

Ed è anche il momento in cui puoi conoscerlo meglio. Puoi conoscere meglio il suo stile di vita. I problemi dei suoi capelli, della sua pelle. I desideri le esigenze, le necessità.

  • E allora, fai una cosa molto semplice: ascolta attentamente il tuo cliente!

Hai due orecchie, giusto? Mettile entrambe in funzione. Ascolta con molta attenzione. Sarà importante ricordare tutto per elaborare poi – durate la tua performance artistica – i tuoi consigIi da dare ai clienti sui prodotti che dovrebbero usare. Magari anche a casa.

Una buona consulenza è TUTTO!

Conosci i tuoi prodotti.

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  • Come fai a spiegare che cosa stai usando se non conosci bene i tuoi prodotti?
  • Come fa un parrucchiere se non ha mai provato personalmente tutti i prodotti che sta utilizzando all’interno del suo salone a raccontarli al cliente? 
  • Come fa un’estetista a parlare di una crema, per un certo tipo di pelle, se non ha mai utilizzato quella stessa crema e non la conosce nei minimi dettagli?
  • Come sedurre i tuoi clienti in salone  con l’architettura olfattiva.
  • C’e’ chi parla di manipolazione, a significare un uso malizioso, intenzionale e premeditato di strumenti sensoriali come i profumi, i suoni, gli odori, i sapori, in funzione dei freddi obbiettivi commerciali.
  • Ma non c’è  dubbio, il mercato contemporaneo e tutta la nostra società   Interagiscono intensamente con questi strumenti. Oggi lo fanno in modo sofisticato e più innovativo, ma già diversi decenni fa negli Stati Uniti, supermercati, centri commerciali e centri di bricolage ne facevano un uso disinvolto e seduttivo.Allora si ricorreva semplicemente a totem aroma diffusori, strategicamente collocati per essere attivati dal passaggio degli stessi clienti. E così respiravamo profumo di mare nel settore pesci, forte odore di legna nel settore fai-da-te, aroma irresistibile di vaniglia e cannella in area dolciumi, e così via.Ma aromi, suoni, odori, musica, profumi, rumori, sapori, hanno fatto molta strada da allora ai giorni nostri.Ne hanno fatta talmente tanta che ora non parliamo più di profumi ma  di vere e proprie Architetture Olfattive, non più di musica, ma di vere e proprie Architetture Sonore, non più di colori, ma di vere e proprie Architetture Cromatiche, non più di sapori o di effetti tattili, ma di vere e proprie Architetture Sensoriali.D’accordo, da sempre, aromi, odori, suoni, sapori, hanno avuto un ruolo come influenzatori d’acquisto, ma oggi si parla di Logoprofumo, di Soundlogo, di Soundbranding, di Visualogo, di Colorlogo e più in generale, di una nuova Brand Comunication tutta sensoriale.

    E’, evidentemente, una rivoluzione del mercato, del retail, ma è anche una rivoluzione delle parole, del lessico.

    Profumi, odori, fragranze, vengono utilizzati in modo molto competente e consapevole come strumenti identitari di uno spazio, di un negozio, di un’ azienda, di un prodotto.

    Un suono, una musica, anche solo di rumore, diventano la voce quel negozio, di quell’azienda.

  • IL TUO BUSINESS ONLINE FACILE A COSTO ZERO https://youtu.be/lJ2qv2_d8Ss Diventano identità acustica e distintiva. Con aromi e suoni oggi si conferisce unicità e personalizzazione a qualsiasi spazio, a uno store come a un museo, a una sala cinematografica come alla sala d’attesa di un aeroporto, alla hall di un hotel come a un quartiere fieristico, a una clinica, a una libreria come a un bar.Le chiamiamo architetture per sottolineare quanta professionalità, quanto tecnicismo e quanto know how esse sottointendano.Sono vere e proprie architetture, perché sono in realtà autentici attrezzi di marketing.
  • EBOOK GRATUITO https://bit.ly/2SGD4aFStrumenti cruciali perché utilizzabili in due diverse direzioni. Da un lato, come detto, diventano Fattori Idenditari di uno spazio o un qualsiasi cosa. Dall’altro, diventano efficaci influenzatori al comportamento di un cliente, un consumatore, un visitatore, un turista, un interlocutore.Influenzatori all’ acquisto di un prodotto, alla scelta di un servizio, ma anche influenzatori alla deambulazione di quel cliente, consumatore in uno spazio di vendita, di promozione, di accoglienza.Influenzatori sulla loro modalità di interazione con la merce con l’esposizione.

    C’e’ poi un terzo livello di azione che questi nuovi strumenti di marketing sensoriale coprono: intervengono su un prodotto o anche su un semplice materiale e lo trasformano in un esito diverso è superiore, conferendo uno straordinario valore di unicità, di emozionalita’, di coinvolgimento.

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  • MAIL lavorosmartworking@gmail.comBuon lavoro